Messaggero - Pescara-Ascoli, la cronaca della partita

 di Redazione TuttoPescaraCalcio Twitter:   articolo letto 44 volte
Fonte: Messaggero
Messaggero - Pescara-Ascoli, la cronaca della partita

Doveva essere una festa e invece da festeggiare non c'è niente. Almeno per il momento. Succede quello che forse nessuno si aspettava. Il Pescara buca la prima partita della gestione Pillon, perde in casa con l'Ascoli (0-1) e invece di celebrare la salvezza, rischia fortemente di essere risucchiata in zona playout. Ora, per evitare gli spareggi salvezza, bisognerà conquistare un punto a Venezia. Una vittoria meritata quella dell'Ascoli, in una gara pesantemente condizionata dall'episodio dell'espulsione di Coda dopo 26' per un fallaccio sconsiderato a centrocampo su Monachello. Paradossalmente, nel giorno più importante, il Delfino viene tradito proprio dal suo giocatore di maggiore esperienza. In quel momento i marchigiani erano già in vantaggio grazie al solito calcio piazzato dopo un inizio che non lasciava intravedere particolari insidie, anche alla luce di un atteggiamento fin troppo prudente dell'Ascoli, sempre troppo basso nel difendersi. Il gol di Bianchi offre la prima svolta alla gara, perché dà fiducia agli ospiti che avanzano il baricentro e cominciano a muovere la palla con rapidità, e cominciano a farsi pericolosi soprattutto grazie al talento di Clemenza, mancino di talento schierato a ridosso dell'unica punta Monachello. Rimontare in una gara così delicata e contro un avversario bravo a chiudersi, è già abbastanza difficile e l'inferiorità numerica rende tutto maledettamente difficile. Non solo perché è una mazzata durissima sul piano psicologico, ma perché costringe i biancazzurri a spendere una quantità enorme di energie nel tentativo di aggredire e coprire bene il campo. Tutto inutile, perché la squadra di Serse Cosmi si prende la partita e non la molla più. I due esterni difensivi cominciano ad aprire il campo in fase offensiva, a cambiare il fronte del gioco e affondare dopo avere gestito con buona qualità, senza mai commettere errori che potessero ridare, almeno temporaneamente, l'inerzia del match ai padroni di casa. Ci provano con generosità i ragazzi di Pillon ma non danno mai la sensazione di poter tornare in partita. L'unico lampo è un gran tiro da lontano di Machin che in avio di ripresa centra l'incrocio dei pali. Ma è un attimo fuggente. Il resto è solo Ascoli, che costruisce e crea in spazi ormai enormi ma spreca l'inverosimile, colleziona due pali (Baldini), un salvataggio sulla linea (Bunino) ed esalta i riflessi di Fiorilo in almeno cinque occasioni. Si potrebbe sperare nella legge del calcio che castiga chi non chiude le partite, ma all'ultimo assalto Agazzi arriva a smanacciare un tiro cross di Brugman. A conferma che la giornata è d quelle nerissime, come confermano anche i risultati che arrivano dagli altri campi. Ora la parola d'ordine è resettare. Pillon rischia di trovarsi in una situazione simile a quella che aveva trovato al suo arrivo, con ansia, preoccupazione e paura. Ma stavolta non c'è tempo, ci si gioca tutto in novanta minuti. A Venezia (senza Brugman squalificato) il punto si può fare, ma a patto di cancellare in fretta le storie di una festa che, prima ancora di essere cominciata, era già finita.