Messaggero - Gravina candidato unico alla presidenza Federcalcio

09.10.2018 14:00 di Redazione TuttoPescaraCalcio Twitter:   articolo letto 41 volte
Fonte: Messaggero
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Messaggero - Gravina candidato unico alla presidenza Federcalcio

Un abruzzese al vertice del calcio italiano? Tutte le componenti sembrano aver virato in maniera concorde sul 65enne Gabriele Gravina: l’attuale presidente della Lega Pro dal dicembre del 2015 sarà infatti l’unico candidato alle elezioni del presidente della Figc, che si terranno a Fiumicino il prossimo 22 ottobre. Alla scadenza dei termini per la presentazione delle candidature, domenica scorsa, non sono arrivate altre figure a insidiare la corsa di Gravina alla poltrona più importante. Gravina, pugliese d’origine ma da tanti anni cittadino di Sulmona, avrà il sostegno di Lega Pro, Lega Nazionale Dilettanti e Associazione Italiana Allenatori. L’ex presidente del Castel di Sangro dei miracoli (dalla C2 alla B alla fine degli anni ‘90) e capo delegazione della Nazionale italiana Under 21 tra il 2004 e il 2008, è anche docente di management, organizzazione e gestione degli eventi sportivi all’Università degli Studi di Teramo. L’elezione a numero uno federale sarebbe il coronamento di una grande carriera al comando del calcio italiano. Già lo scorso gennaio il dirigente abruzzese d’adozione cercò la scalata alla Figc, ma quelle elezioni portarono al commissariamento della Federcalcio che ancora oggi è in corso. Questa volta l’elezione è ad un passo: “Essere presidente per me non vuol dire essere un uomo di potere, ma avere il potere di fare qualcosa, di lottare e innovare, insieme – le parole di Gravina -. È tempo di giocare. Di parole ne sono state dette tante, troppe. Parole dette e parole date da chi non è sempre stato di parola. È tempo di scegliere, di innovare, di rinnovarsi. Ma se non si ha il coraggio di giocarsi la partita fino in fondo non si potrà mai vincerla. C’è bisogno di ridefinire il ruolo centrale della Figc quale luogo di governo del calcio italiano, di sintesi delle posizioni e di coordinamento delle attività delle Leghe e delle componenti tecniche; improntare in maniera propositiva, positiva il rapporto con il Coni; proseguire e migliorare la qualità del dialogo ed il rapporto con il Governo italiano e con tutte le istituzioni parlamentari”.